Al centro dell’incontro promosso da Federacma a Milano, l’evoluzione del mercato e il ruolo dei concessionari. Scabini: «Più colleghi e meno concorrenti quando affrontiamo problemi che riguardano tutti»
Rafforzare la collaborazione tra i concessionari garden, condividere dati ed esperienze e trasformare le criticità delle singole imprese in strumenti comuni. È la linea tracciata da Unagreen, l’Unione garden di Federacma, al termine dell’incontro “Il futuro del garden: tecnologia, mercato e persone”, ospitato nella sede di Confcommercio Milano, che ha patrocinato l’iniziativa.
Dal confronto sono emerse tre priorità per il prossimo lavoro associativo: analizzare i costi della manodopera nelle officine, approfondire le opportunità di formazione finanziata e favorire una maggiore partecipazione dei dealer al Dealer Satisfaction Index Garden.
«Abbiamo bisogno di essere più colleghi e meno concorrenti quando affrontiamo problemi che riguardano tutti», dichiara Silvia Scabini, referente Unagreen. «Ciascuna azienda resta autonoma nelle proprie scelte, ma su costi dell’officina, garanzie, ricambi, formazione, supporto tecnico e nuove competenze abbiamo molto da guadagnare da un confronto più aperto. L’associazione deve aiutarci a trasformare esigenze individuali in informazioni condivise e progetti concreti».
Dopo i saluti di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità, e di Andrea Borio, presidente di Federacma, Federica Tugnoli di Comagarden/FederUnacoma ha illustrato lo scenario economico del comparto. Nel primo semestre 2026 le categorie hanno registrato andamenti differenti: i prodotti portatili sono in flessione del 4,8%, le macchine su ruote del 3,1%, mentre i robot rasaerba crescono del 7,9%. Nel segmento dei portatili, le macchine a batteria rappresentano ormai quasi la metà delle unità vendute.
Alle trasformazioni tecnologiche ha dedicato il suo intervento Domenico Pessina, professore dell’Università degli Studi di Milano. Il passaggio dalle motorizzazioni tradizionali verso sistemi a batteria, autonomi e connessi, insieme allo sviluppo di robotica, sensoristica, diagnostica remota e intelligenza artificiale, sta cambiando anche il lavoro dei concessionari. Alla vendita si affiancano sempre più installazione, assistenza e servizi post-vendita: il dealer evolve così verso un centro tecnico di servizio.
Isabella Fontana, componente del board di CLIMMAR e responsabile del gruppo di lavoro europeo garden, si è soffermata sul valore delle rilevazioni condotte tra i concessionari. Nel 2025 il Dealer Satisfaction Index Garden ha raccolto in Italia 90 risposte, facendo emergere criticità soprattutto su formazione, resi, marketing e garanzie. Lo strumento consente di trasformare le valutazioni dei singoli dealer in dati strutturati da utilizzare nel confronto con produttori e fornitori.
Unagreen intende rafforzare questo confronto lungo la filiera, promuovendo una maggiore bilateralità tra dealer e industria. L’obiettivo è affrontare le criticità del comparto e individuare soluzioni utili ai produttori, ai rivenditori e ai clienti finali.
I dati raccolti tra i concessionari mostrano segnali di crescita, ma anche una forte pressione sui conti. Aumenta la quota di imprese che segnala un incremento di fatturato, occupazione e investimenti, mentre il 79% indica costi generali ancora in aumento. Per quanto riguarda l’officina, il 64% registra un fatturato stabile e il 29% in crescita.
Da questi elementi nasce il progetto Unagreen per l’analisi del costo della manodopera in officina. Il lavoro punta ad aiutare le imprese a distinguere il peso delle attività fatturabili da quello delle attività indirette e a disporre di dati più solidi anche nel confronto sui rimborsi in garanzia. Attraverso il sistema Confcommercio sarà inoltre approfondita la possibilità di costruire percorsi di formazione finanziata specifici per il garden, dal controllo di gestione alla sicurezza, fino a intelligenza artificiale, batterie, diagnostica e competenze meccatroniche.
«Vogliamo che Unagreen sia sempre più uno strumento concreto per le imprese», conclude Scabini. «Conoscere meglio i nostri costi, partecipare alle rilevazioni, costruire formazione specifica e far circolare più informazioni tra colleghi sono passi sui quali possiamo lavorare subito. “Da soli si resiste, insieme si può crescere” è il percorso che vogliamo seguire per accompagnare i dealer nei cambiamenti che stanno trasformando il settore».
