Rendere più sicure le macchine agricole, costruire un sistema di controlli realmente applicabile sul territorio e semplificare gli adempimenti per imprese e operatori. Sono gli obiettivi delle proposte presentate da Federacma – Federazione Italiana delle Associazioni Nazionali dei Servizi e Commercio Macchine e delle ACMA Territoriali nell’ambito della consultazione avviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la revisione del Codice della Strada.

“Questa riforma rappresenta un’occasione per intervenire su problemi che il settore segnala da tempo – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. Vogliamo regole che aumentino davvero la sicurezza, ma che siano anche concretamente applicabili. Un sistema di controlli che resta sulla carta non rende più sicuro nessuno”.

Tra le principali proposte c’è l’introduzione del “controllo tecnico operativo” (CTO) al posto della tradizionale “revisione periodica” per le macchine agricole e forestali. Il controllo dovrebbe verificare non solo gli elementi legati alla circolazione, come freni, emissioni e rumorosità, ma anche la presenza e l’efficienza dei principali dispositivi di protezione dell’operatore, a partire da cinture di sicurezza e strutture anti-ribaltamento.

A confermare la centralità del tema sono anche le analisi dell’INAIL, che nel 2026 ha richiamato l’attenzione sull’elevata obsolescenza del parco macchine agricolo e sulla necessità di mettere in sicurezza i trattori più datati, che continuano a esporre i lavoratori a gravi rischi. Nei propri approfondimenti sugli infortuni mortali, l’Istituto ha inoltre evidenziato il ruolo determinante delle cinture di sicurezza e delle strutture di protezione in caso di ribaltamento nella prevenzione degli eventi più gravi.

“I dati confermano che non possiamo intervenire soltanto sul comportamento dell’operatore – commenta Borio –. Formazione e prevenzione restano fondamentali, ma devono andare di pari passo con macchine efficienti, dispositivi di protezione funzionanti e con il progressivo rinnovo di un parco mezzi ancora troppo datato. È esattamente la direzione delle proposte che abbiamo presentato al Ministero”.

In attesa della piena disciplina dei controlli, Federacma propone inoltre una misura immediatamente applicabile: un libretto di manutenzione da aggiornare ogni 24 mesi, che attesti il mantenimento dei requisiti di sicurezza del mezzo, sulla falsariga dei sistemi di manutenzione periodica già utilizzati per altre attrezzature di lavoro.

Fondamentale, per la Federazione, è anche rendere il sistema concretamente sostenibile. Per questo viene proposto di ampliare la rete dei soggetti abilitati ai controlli alle officine certificate da organismi terzi indipendenti, dotate di personale formato e attrezzature adeguate.

“Non possiamo pensare di mettere in sicurezza un parco macchine così ampio senza una rete capillare in grado di effettuare i controlli – sottolinea Borio –. Le officine specializzate possono svolgere un ruolo decisivo, naturalmente nel rispetto di requisiti rigorosi e verificabili”.

Federacma interviene infine sulla semplificazione. Per le macchine agricole eccezionali chiede un’unica autorizzazione valida per l’intero itinerario, anche quando questo attraversa strade appartenenti a enti diversi. Per UTV e quad, veicoli fuoristrada polivalenti utilizzati anche nelle attività agricole e forestali, Federacma propone, invece, in presenza di una destinazione agricola effettiva e documentata, l’equiparazione ai mezzi agricoli ai fini dell’uso e della circolazione, senza modificarne l’omologazione.

“Sicurezza e semplificazione possono e devono procedere insieme – conclude Borio –. Abbiamo portato al Ministero l’esperienza concreta di chi ogni giorno vende, assiste e mantiene in efficienza queste macchine. L’obiettivo è avere norme più efficaci, controlli realmente eseguibili e meno burocrazia inutile”.